Zenith taglia circa 200 posti di lavoro e sposta la produzione sull’alta orologeria. L’amministratore delegato Benoit de Clerck lo ha detto ai dipendenti giovedì 22 ottobre: un centinaio di posti saltano alla manifattura del Locle, circa la metà dell’organico del sito, un altro centinaio tra rete di vendita e distribuzione. La direzione mette in fila il franco forte, i dazi americani e la domanda debole in Medio Oriente e Asia, dopo diversi anni di conti in rosso. Morgan Stanley stima le vendite a 98 milioni di franchi nel 2025, contro i 138 milioni del 2023.
Il marchio esce dal segmento intermedio, caro da presidiare e affollato di concorrenti. Non è il solo a farlo: lo stesso de Clerck ha citato Montblanc, che chiude la sua fabbrica del Locle e sale anch’essa di gamma. La rotta era già leggibile nel G.F.J. con il calibro 135, lanciato l’anno scorso con produzione limitata e prezzo alto, oggi il punto che tiene nelle collezioni. Molte altre, con ogni probabilità, chiuderanno presto. Sopra Zenith, TAG Heuer e Hublot siede ora Jean Arnault, che a Louis Vuitton aveva già fatto lo stesso percorso verso l’alto.
Restano da sistemare i calibri per il gruppo: nel 2024 LVMH aveva annunciato l’ampliamento della manifattura del Locle per fornire movimenti agli altri marchi; Hublot monta meccaniche Zenith da dieci anni. LVMH ha intanto preso una quota di minoranza in La Joux-Perret, meglio attrezzata per quel compito. Secondo de Clerck la divisione che fornisce i movimenti prosegue nel nuovo anno con il portafoglio ordini pieno; LVMH ha smentito la cessione del marchio. Il sindacato Unia incontra direzione e dipendenti lunedì; sui tagli nessuna decisione prima di metà novembre.
La Zenith di fascia media per noi finisce qui: ne resta la manifattura che fa i calibri per gli altri.
Fonte: SJX Watches




