Un nome che pochi conoscono, ma che ha lasciato un segno
Nel vasto universo dell’orologeria vintage, ci sono marchi che tutti conoscono e altri che, pur restando nell’ombra, custodiscono storie affascinanti. Clebar appartiene a questa seconda categoria: un nome quasi sussurrato tra collezionisti, spesso associato a cronografi dall’aria familiare… forse perché ricordano da vicino i modelli Heuer degli anni ’60 e ’70. Ma questa somiglianza non è casuale.
Origini: un marchio “ponte” tra Svizzera e Stati Uniti
Il marchio Clebar venne registrato ufficialmente nel 1955 dalla Edward Trauner Inc., ma il nome era già in uso dal 1925. La sua funzione principale? Distribuire orologi svizzeri negli Stati Uniti, spesso versioni ribrandizzate di modelli di brand più noti, soprattutto Zodiac, con cui Clebar aveva un legame stretto.
Clebar non era un produttore nel senso tradizionale: piuttosto, era un marchio “ponte” che importava casse, movimenti e quadranti realizzati da terze parti, per poi assemblarli e commercializzarli oltreoceano. Una strategia che permetteva di aggirare alcune barriere commerciali e, allo stesso tempo, offrire orologi di qualità a un prezzo competitivo.
I cronografi “Poor Man’s Heuer”
Se oggi Clebar è ricordato con affetto, gran parte del merito va ai suoi cronografi sportivi. Molti collezionisti li chiamano “Poor Man’s Heuer” (“il Carrera dei poveri”) per la somiglianza estetica con i modelli Heuer Carrera dell’epoca, ma a costi decisamente più abbordabili.
Questi orologi montavano movimenti affidabili come il Landeron 248 o il Valjoux 7733, racchiusi in casse tonneau o rotonde di circa 35–37 mm. Il design era pulito e leggibile, con quadranti spesso bicolore e indici applicati: un’estetica senza tempo che oggi li rende estremamente appetibili.
Modelli speciali: allarmi e immersioni
Oltre ai cronografi, Clebar ha prodotto (o meglio, marchiato) alcuni modelli particolari:
- Clebar Alarm Ref. 685: un orologio da polso con allarme meccanico, dotato di una seconda corona per l’attivazione e di un indicatore dedicato sul quadrante.
- Clebar Diver: rari modelli subacquei con lunetta girevole e impermeabilità dichiarata, oggi difficili da trovare in buone condizioni.
- Versioni military style: semplici ma robusti, pensati per un uso quotidiano intenso.
Un marchio da scoprire (e collezionare)
Oggi Clebar vive soprattutto nei mercati dell’usato e nelle aste online. I prezzi? Variabili: da 300 a 1.000 € per modelli in buono stato, con i cronografi in cima alla lista dei desideri. Attenzione, però: come per molti orologi vintage, la originalità dei componenti è fondamentale per mantenere il valore. Quadranti ristampati, lancette sostituite o movimenti non coevi sono comuni, quindi serve un occhio esperto.
Perché Clebar merita un posto in collezione
Possedere un Clebar significa avere al polso un frammento di storia orologiera che sfugge ai radar della massa. È un brand che racconta di strategie commerciali ingegnose, di design iconici rivisitati e di un’epoca in cui l’orologio era molto più di un accessorio: era uno strumento di precisione e stile.
Se avete un Clebar nel cassetto, sappiate che non è solo un “orologio dei poveri”: è il testimone di un capitolo affascinante dell’orologeria del Novecento.

Lascia un commento