Nel vasto universo dell’orologeria svizzera del Novecento ci sono nomi che brillano come stelle eterne – Rolex, Omega, Heuer – e altri che, pur avendo lasciato un segno, si sono lentamente dissolti nell’ombra. Tra questi ultimi c’è Hugex, un marchio che per anni è rimasto silenzioso, quasi dimenticato, ma che oggi torna a far parlare di sé grazie alla passione dei collezionisti e degli amanti del vintage.
Alle origini di Hugex
Hugex nasce negli anni ’50, in una Svizzera che respirava orologeria a ogni angolo di strada. Era l’epoca in cui i cronografi sportivi e militari iniziavano a farsi largo, accompagnando piloti, automobilisti e appassionati di avventure. Hugex non aveva le risorse dei giganti del settore, ma cercava di ritagliarsi uno spazio con una formula semplice: orologi affidabili, robusti e dal design accattivante, a un prezzo più accessibile rispetto ai grandi nomi.
I cronografi che raccontano un’epoca
Il cuore pulsante di Hugex erano i suoi cronografi. Casse in acciaio spesso generose, quadranti neri o argentati con indici ben visibili, pulsanti a pompa pronti a fermare il tempo. All’interno, spesso, battevano calibri Valjoux – macchine solide e precise che garantivano prestazioni paragonabili a quelle dei brand più blasonati.
Indossare un Hugex negli anni ’60 significava avere al polso un compagno di avventure. Non era un simbolo di status, ma uno strumento affidabile, che poteva finire sul polso di un giovane studente appassionato di corse automobilistiche o di un aviatore che desiderava un cronografo funzionale senza spendere cifre proibitive.
L’inevitabile declino
La storia di Hugex, come quella di tante piccole realtà svizzere, è segnata da un nemico comune: la crisi del quarzo degli anni ’70. L’arrivo degli orologi giapponesi a basso costo e alta precisione cambiò le regole del gioco. Hugex, priva della forza economica e della struttura industriale dei grandi marchi, non riuscì a sopravvivere. In pochi anni il suo nome svanì dal mercato, senza clamore, quasi come un sussurro che si spegne.
Hugex oggi: la rinascita silenziosa
Oggi, a distanza di decenni, Hugex torna a vivere nei polsi e nelle collezioni di chi sa apprezzare la bellezza dell’orologeria dimenticata. I suoi cronografi compaiono nelle aste online, nei mercatini vintage, nei forum degli appassionati. Non hanno le quotazioni stellari di un Heuer o di un Universal Genève, ma proprio qui sta il loro fascino: sono pezzi autentici, veri testimoni del gusto e della tecnica degli anni ’60 e ’70.
Per chi li cerca, un Hugex rappresenta un frammento di storia accessibile, una voce dimenticata che oggi può tornare a raccontare.
Collezionare Hugex non significa inseguire l’investimento o la notorietà, ma piuttosto custodire la memoria di un marchio che, pur piccolo, ha fatto parte della grande sinfonia dell’orologeria svizzera. È un gesto di passione, quasi romantico: ridare vita a un nome silenzioso, riportandolo al polso e alla storia.

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